Raccolta firme per salvare la legge regionale contro il gioco d’azzardo

Sabato 12 giugno dalle 9 alle 13, Piazza IV Martiri

Inizia questa settimana, nelle piazze del Piemonte, la raccolta firme “#FUORIGIOCO – Alziamo le difese per sconfiggere l’azzardo patologico” per salvare la legge regionale 9/2016 “Norme per la prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico”.

A partire da sabato 12 giugno sarà possibile aderire all’iniziativa presso i banchetti allestiti nei principali comuni del Piemonte, i punti raccolta saranno indicati sul sito www.piemonte5stelle.it e sui canali social del Movimento 5 Stelle Piemonte.

La petizione è rivolta al Consiglio regionale del Piemonte, con l’obiettivo di portare a Palazzo Lascaris la voce di chi si oppone al progetto, targato Lega e centrodestra, mirato a smantellare una buona legge, rivelatasi molto utile a combattere le dipendenze da gioco d’azzardo.

La mobilitazione si aggiunge al lavoro dei Consiglieri del Movimento 5 Stelle e delle opposizioni in Consiglio regionale, dove attraverso un muro di oltre 60 mila emendamenti è già stato respinto il primo tentativo leghista di mettere mano alla legge. Ora inizia una nuova battaglia, in piazza ed in aula, per bloccare anche il disegno di legge proveniente dalla Giunta regionale.

I gruppi locali del MoVimento 5 Stelle e della coalizione Carmagnola Insieme, da sempre uniti in questa campagna, saranno presenti Sabato 12 Giugno, dalle ore 9:00 alle ore 13:00, in Piazza IV Martiri (presso cabina telefonica c/o UNICREDIT) e vi aspettano numerosi.

Oltre l’ordinanza: proposte per una Carmagnola sostenibile

Carmagnola ha già un potente mezzo per la lotta al traffico pesante: è l’ordinanza che vieta il transito agli autoveicoli superiori ai 35 quintali. Ma quali altre azioni possiamo attuare per una Carmagnola più vivibile?

Le basi

L’ordinanza c’è, può funzionare, ma bisogna farla rispettare. In uno degli ultimi Consigli Comunali, dove ne abbiamo discusso, è emerso che nell’ultimo anno i controlli non sono stati sufficienti: su 124.065 camion transitati sulla SS20, solo 46 sono stati multati per violazione dell’ordinanza. Significa 1 camion multato su 2.385 passaggi settimanali: i restanti  2.384 camion erano tutti in regola?

La tecnologia

Le telecamere installate ai varchi della nostra città, che servono “affinché il sindaco conosca chi transita sul territorio”, potrebbero essere implementate per la creazione di una ztl cittadina che monitori gli accessi dei mezzi pesanti e verifichi il rispetto dell’ordinanza.

Regione e Stato

E’ necessario far pressioni su Regione e Ministero  per ottenere il completamento della tangenziale.   La “bretella sud” è un’opera incompiuta finché la Società Autostrada TO-SV non manterrà finalmente i suoi impegni, ma il tratto della “bretella est” quantomeno é in progetto. Bisogna lottare per la costruzione del tratto nord, cosicché i mezzi pesanti possano davvero evitare di attraversare la città.

Pressioni sulla società autostrade

In attesa che i cantieri partano, l’amministrazione comunale potrebbe esigere la costruzione del casello sud, mai realizzato nonostante gli obblighi sottoscritti. L’assenza del casello dimezza il potenziale dell’esistente bretella sud. Una provocazione: l’autostrada risarcisca i carmagnolesi per i ritardi sopportati, liberalizzando il pedaggio finché i lavori saranno completati. 

Queste sono alcune delle proposte concrete del programma elettorale di Carmagnola Insieme, con Angelo Elia. Una Carmagnola sostenibile è possibile! Ritorniamo al futuro, insieme!

I giovani contano davvero – Sabrina Quaranta sarà vicesindaca

I giovani meritano di essere ascoltati e rappresentati, non solo a parole ma nei fatti. Per questo Sabrina Quaranta sarà la nostra vicesindaca.

I giovani e le giovani hanno sempre avuto un ruolo fondamentale nella nostra coalizione, sia con la candidatura nelle liste, sia contribuendo in tanti altri ambiti fondamentali, come la gestione della comunicazione.

In occasione delle elezioni autunnali abbiamo deciso di fare un nuovo passo avanti, dando a una giovane un ruolo centrale nella futura Amministrazione. Abbiamo scelto come vicesindaca Sabrina Quaranta, attuale consigliera comunale. Sabrina si era candidata per la prima volta cinque anni fa nella lista civica Paolo Sibona Sindaco ed era stata eletta con 178 preferenze, in seguito ha poi aderito al Partito Democratico. Proprio l’esperienza in consiglio comunale è stata tra i motivi che hanno portato alla scelta della sua figura per questo ticket con Angelo Elia.

Abbiamo deciso di cambiare una delle regole non scritte delle campagne elettorali: la squadra non si annuncia mai o quasi mai prima del ballottaggio, o addirittura del risultato definitivo delle elezioni, noi invece abbiamo scelto di dire fin da subito chi ricoprirà il ruolo di vicesindaco in caso di vittoria. Lo facciamo perché vogliamo dare un segnale chiaro: per noi i giovani contano davvero e meritano di avere rappresentanza anche a livello istituzionale, per far sì che le loro esigenze e le loro idee siano sempre presenti nella nostra agenda politica.

Angelo Elia è un candidato di esperienza, requisito importante per governare una città, soprattutto in un momento così delicato, ma essere affiancato da una donna giovane, che ha dalla sua parte uno sguardo nuovo sulla città e la voglia di imparare, sarà un valore aggiunto che ci aiuterà a cambiare Carmagnola.

Tra le priorità della futura vicesindaca ci sono le politiche giovanili, con una particolare attenzione al lavoro, all’indipendenza abitativa e all’aggregazione, ma tra i temi centrali del programma (oltre a quelli già annunciati da Angelo Elia: viabilità, sanità, serenità) inserisce anche la cultura, le pari opportunità e il contrasto alla violenza sulle donne.

I nostri tavoli di lavoro sono in piena attività e continuano a elaborare proposte su questi e su tutti gli altri ambiti dell’azione amministrativa, a breve speriamo che sarà possibile ricominciare a incontrare la cittadinanza per discutere e presentare questi progetti.

Piazza Garavella: noi non perdiamo questa occasione.

Quando i lavori di riqualificazione di piazza Garavella sono terminati, qualche giorno fa, sono comparsi dei blocchi in cemento che modificavano la viabilità e di fatto rendevano la piazza pedonale. In molti hanno giudicato in modo positivo questo cambiamento, seppur temporaneo, perché sembrava essere l’occasione per riaprire il confronto su un centro storico più vivibile e a misura di persona.

Invece venerdì scorso, sui social, uno degli assessori si è affrettato a chiarire che l’attuale chiusura al traffico della piazza era dovuta solo a motivazioni tecniche e ben presto sarebbe stata riaperta, forse anche con qualche parcheggio sul lato opposto alla chiesa. Nient’altro, nessun progetto più grande, nessuna proposta di confronto.

Oggi lo stesso assessore e la sindaca hanno corretto il tiro, dimostrando almeno un’apertura al dialogo e sottolineando come un’eventuale pedonalizzazione totale o parziale del centro debba passare da un percorso condiviso e non da una scelta imposta “dall’alto”. Non possiamo che concordare, anche se la partecipazione e la condivisione delle scelte non sono certo dei cavalli di battaglia di questa Amministrazione e abbiamo buoni motivi per temere che sia solo un modo per rimandare il discorso a data da destinarsi, senza scontentare nessuno. A ben pensarci è stata proprio la mancanza di comunicazione sul progetto della piazza a disorientare i cittadini, suscitando preoccupazioni e false speranze.

Noi invece partiamo subito, coinvolgendo tutti gli attori interessati: dai residenti, ai commercianti, alle associazioni del Tavolo Sostenibilità. Per ascoltare e non per imporre, per raccontare la nostra visione del centro storico e farci raccontare quella di chi la vive ogni giorno. Un’altra Carmagnola e un altro centro storico sono possibili, se c’è un’amministrazione che sa ascoltare e guardare al futuro.

Meno traffico pesante, più salute.

A Carmagnola esiste già un potente strumento per combattere il traffico pesante della nostra città: si tratta di un’ordinanza, la cui ultima versione risale al 2004, che vieta il transito agli autoveicoli con massa superiore a 35 quintali. Ma come è nata? E all’interno di quale progetto più grande si inserisce? Scopriamolo assieme.

La prima limitazione del traffico pesante è avvenuta con un’ordinanza dell’agosto 1997, con la quale si vietava il transito su alcune strade principali agli autoveicoli con massa superiore ai 35 quintali. Nell’ottobre del 1997 si derogava il divieto ad alcune situazioni specifiche (residenti e ditte di Carmagnola, veicoli che si occupano di carico/scarico etc).

Nel dicembre del 1997 si inaspriva ulteriormente l’ordinanza di agosto 1997, vietando il transito anche agli autoveicoli di massa superiore ai 75 quintali in certe fasce orarie, per i quali non erano più previste deroghe al divieto di transito.

Nel 1998 il Comune di Carmagnola adottava il Piano Urbano del Traffico, antenato del PUMS (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile), il cui intento era quello di realizzare, con interventi di breve periodo, migliori condizioni della circolazione stradale nell’area urbana, dei pedoni, dei mezzi pubblici e dei veicoli privati.

Tutte questi provvedimenti risalgono al primo mandato del sindaco di centrosinistra Angelo Elia, la cui Giunta nel 1999 diede inoltre luogo ad un accordo di programma tra Comune, Regione, Ministero, autostrada e ANAS, che prevedeva la realizzazione delle seguenti opere (la cosiddetta “Grande C”):

1. La bretella sud che avrebbe collegato le strade per Racconigi, Marene e Sommariva Bosco con l’autostrada tramite la costruzione di un nuovo casello (Carmagnola sud).

2. Una nuova strada quasi parallela all’autostrada che avrebbe collegato la bretella sud alla strada del Molinasso (a nord-est della città).

3. L’ampliamento della strada del Molinasso e il suo prolungamento fino alla strada per Carignano.

La realizzazione di questo progetto è risultata da subito rallentata, lasciando di fatto le ordinanze del 1997 le uniche arme per combattere il traffico pesante cittadino.

Nel 2003, da giugno a novembre, in occasione del rifacimento del manto stradale sul tratto di Via Torino che percorre Borgo Salsasio, la circolazione al traffico pesante è stata ulteriormente vietata e deviata su percorsi obbligati della città tramite un’ordinanza apposita.

Terminati i lavori a fine ottobre 2003, sulla base di alcune analisi effettuate in quegli anni sulla qualità del’aria, dell’inquinamento acustico e dei passaggi stradali degli autoveicoli, si poteva constatare che, nonostante la pessima qualità dell’aria carmagnolese, durante il divieto di transito imposto per i lavori in Borgo Salsasio i livelli di PM10 erano diminuiti. Pertanto con una successiva ordinanza dell’ottobre 2003 veniva ripristinato il divieto di transito agli autoveicoli di massa superiore ai 35 quintali.

Contro quest’ultima ordinanza fecero ricorso alcuni Comuni limitrofi, che nel marzo del 2004 il TAR accolse, in quanto riteneva che il provvedimento non fosse motivato dalla tutela della salute dei cittadini ma dalla sola sperimentazione degli effetti della chiusura delle strade cittadine al traffico pesante della città.

Tuttavia il Comune si batté per la difesa della salute dei cittadini carmagnolesi, considerato ad esempio che lo sforamento dei livelli consentiti di PM10 era avvenuto 128 volte in 10 mesi contro un massimo di 35 volte. L’allora Sindaco, sempre Angelo Elia nel suo ultimo mandato, scrisse alla Regione, alla Provincia di Torino e alla Prefettura di Torino, chiedendo interventi per risolvere la situazione di crisi della città. 

Non avendo ricevuta alcuna risposta, si proseguì a monitorare la situazione, constatando tramite apposite relazioni tecniche e comunicazioni che il divieto di transito del traffico pesante non andava ad incidere sulla viabilità dei Comuni limitrofi, ma anzi veniva dirottato sull’Autostrada Torino Savona.

Il Comune presentò anche un ricorso al Consiglio di Stato in difesa dell’ordinanza. Nel 2006 lo Stato dá ragione al Comune di Carmagnola, confermando la validità dell’ordinanza.

Pertanto si arriva all’ordinanza finale tuttora in vigore, la quale, sostituendo tutti i precedenti atti, vietò definitivamente il transito agli autoveicoli con massa superiore a 35 quintali in tutto il territorio cittadino.

E’ importante sottolineare come il divieto di transito al traffico pesante è uno strumento che non può purtroppo risolvere IL problema della nostra città, ma lo può quanto meno arginare, servendo da deterrente per coloro che si limitano a transitare nelle strade di Carmagnola per evitare di utilizzare l’autostrada.

E il progetto della Grande C nel frattempo come si è evoluto?

Di tale progetto è stato realizzato, in parte, solo il primo blocco. Nel 2016 è stata inaugurata la bretella sud, realizzata dall’ANAS, ma l’autostrada (venendo meno agli impegni presi) non ha mai costruito il casello Carmagnola sud. L’autostrada ha successivamente proposto di realizzare, al posto del casello, un nuovo tratto di strada che collegasse la bretella sud a via Poirino, consentendo così l’accesso all’autostrada dal casello già esistente.

Negli ultimi anni si sono fatti passi avanti con tutti gli enti coinvolti per la realizzazione del tratto est della tangenziale, ma ad oggi siamo ancora ben lontani dal completamento dell’opera, in particolare per quanto riguarda il tratto nord.

L’ordinanza rimane lo strumento più efficace per controllare il traffico pesante ma non viene applicata adeguatamente.