Didattica a distanza: non abbiamo bisogno di populismo

Pubblichiamo il comunicato stampa di Sabrina Quaranta, consigliera comunale per il PD di Carmagnola, circa le ultime manifestazioni contro la Didattica a Distanza, che si sono svolte anche nella nostra città.


La didattica a distanza è un problema per centinaia di famiglie e insegnanti in tutta Italia. L’impossibilità di entrare in classe priva gli studenti della dimensione della socialità e priva la scuola di una parte importante del suo ruolo educativo. Inoltre amplifica le disuguaglianze, lasciando indietro chi ha più difficoltà.

Allo stesso tempo il mondo in cui centinaia di persone muoiono a causa del Covid, il mondo delle terapie intensive sature e dei turni sfiancanti degli operatori sanitari, non è un universo parallelo che possiamo dimenticare.

Come proteggere la salute di tutti

senza sacrificare il diritto allo studio?

La sindaca Ivana Gaveglio ha scelto di autorizzare una manifestazione contro la DAD sotto l’ala di piazza Martiri, domenica scorsa, e ha partecipato in prima persona raccogliendo gli applausi dei presenti.

L’evento non ha visto rispettate le più basilari norme per la prevenzione del contagio: assembramenti, mascherine abbassate, megafoni passati di bocca in bocca. Uno dei cartelloni tenuti dai bambini diceva “non sono un carcerato”.

Di fronte a tutto questo, la sindaca non ha mosso un dito, anzi ha ringraziato tutti. Il messaggio era “sono con voi, fate bene a essere arrabbiati, fate bene ad avere paura”.

È questa la risposta a un problema complesso e tragico come il funzionamento della scuola durante un’emergenza sanitaria? Una pacca sulla spalla?

Le famiglie meritano risposte concrete, meritano un’Amministrazione che sappia spiegare che forse non può risolvere i loro problemi, ma può fornire strumenti per affrontarli, può ascoltare, può fare da tramite con i propri interlocutori a tutti i livelli per trovare soluzioni strutturali. I bambini costretti a seguire le lezioni davanti a uno schermo hanno bisogno di avere fiducia nelle istituzioni e nelle autorità sanitarie, non di crescere con l’idea che esista un governo cattivo che li vuole rinchiusi e prigionieri. Il personale scolastico deve poter dialogare con interlocutori seri, che ascoltino davvero i problemi piccoli e grandi della scuola, soprattutto in questa fase così delicata. 

Tutto questo però non è facile e non crea consenso immediato, perciò alla sindaca non interessa. 

Il sindaco è responsabile della salute pubblica, ma nella posizione di Ivana Gaveglio non c’è nulla di responsabile.

Come al solito questa amministrazione preferisce la strada più facile e veloce: scendere in piazza, dire “sono con voi” e poi lasciare tutto esattamente come prima, scaricando la responsabilità su qualcun altro, in questo caso un governo di cui fanno parte anche forze politiche della sua stessa maggioranza. Rabbia e paura fanno comodo, quindi vengono incoraggiate.

Questo modo di fare politica ha un nome: populismo, e ci dice molto su cosa dobbiamo aspettarci da questa campagna elettorale.

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