Cinque cose che non ho capito sul nuovo insediamento Lidl

Da qualche settimana ormai si parla di un nuovo polo logistico (per intenderci un grosso magazzino) che Lidl Italia vorrebbe insediare a Carmagnola, nell’area industriale di Santa Rita-Via Poirino, nei pressi dell’imbocco dell’autostrada Torino-Savona. Questo tipo di edifici, che ospitano enormi quantità di merce e si avvalgono di tecnologie molto avanzate per la movimentazione, richiede strutture di grandi dimensioni. Quello che dovrebbe sorgere a Carmagnola sarà alto 20 metri (sei-sette piani) e avrà una superficie totale pari a circa sei campi da calcio.

Come gruppo consiliare di minoranza nel corso dell’ultimo Consiglio Comunale abbiamo presentato un’interpellanza per chiedere chiarimenti in merito all’impatto dell’opera sulla città e allo scarso coinvolgimento dei cittadini e delle opposizioni nel processo decisionale. Partendo dal presupposto che è la prima volta, nella mia esperienza di consigliera, che mi confronto con una questione urbanistica di così grande impatto, ero molto interessata a sentire le risposte dell’Amministrazione. Un insediamento del genere determina entrate economiche non indifferenti per le casse comunali e potenzialmente potrebbe creare molti posti di lavoro (250 direttamente nella struttura, senza considerare l’indotto). Per questo mi rendo conto che non sia facile dire di no, anche se sull’altro piatto della bilancia ci sono la tutela dell’ambiente, della salute dei cittadini e del territorio.

Dalle risposte ricevute dal sindaco ho capito che tutti gli enti che per legge devono essere coinvolti nell’iter progettuale sono stati chiamati in causa e si sono espressi perlopiù positivamente rispetto all’opera. Tutti gli adempimenti previsti per legge sono stati finora messi in atto e, quando l’iter lo prevederà, si aprirà la possibilità per chiunque lo desideri di presentare osservazioni sul progetto. Molto bene. Non mi aspettavo nulla di diverso da un’amministrazione di cui non condivido la posizione politica ma che di certo non ritengo sprovveduta o in mala fede. Comprese le valutazioni tecniche non ho però capito quali siano state le valutazioni politiche. Valutazioni che sono il motivo per cui non governano i tecnici, ma persone scelte dai cittadini per tutelare i propri interessi e la propria salute, persone chiamate a porsi la domanda: il gioco vale la candela?

Non ho capito se i soldi incassati dal Comune saranno sufficienti a compensare l’inquinamento prodotto dai tir che inevitabilmente si muoveranno avanti e indietro dal polo logistico. L’amministrazione garantisce che useranno tutti l’autostrada, ma se anche fosse così non ci saranno conseguenze sull’aria che respiriamo?

Non ho capito se le politiche di Lidl per le assunzioni garantiscono che i posti di lavoro generati saranno stabili e pagati dignitosamente o ci saranno semplicemente 250 precari in più, come purtroppo succede molto spesso, in particolar modo nel settore logistico.

Non ho capito se la manutenzione di alcune aree verdi cittadine, (promessa da Lidl per compensare l’impatto ambientale dell’intervento) verrà rinnovata nel tempo o sarà un intervento spot. Tra dieci anni avremo di nuovo i giardinetti di via Ivrea in stato di abbandono e un lucente parallelepipedo di cemento installato per sempre ad est della città?

Non ho capito se Lidl garantisce una permanenza di un certo numero di anni sul territorio o se tra venti o magari trent’anni conta di spostarsi altrove, lasciandoci in eredità una nuova zona cementificata e “compromessa” come quella della Teksid, di cui non sapremo che fare.

Non ho capito queste cose perché non mi sono state spiegate in aula e non sono state spiegate neanche ai cittadini, e questo, ha affermato il sindaco durante l’ultimo consiglio, dovrebbe essere considerato normale: prima i tecnici, prima la burocrazia. Mi auguro solo che tra una scartoffia e l’altra l’amministrazione si sia posta queste domande perché, se e quando la discussione si aprirà, non penso che sarò l’unica a chiedere delle risposte.