VUOI FARE QUALCOSA DI ADRENALINICO E PERICOLOSO? VAI IN BICICLETTA

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta di un nostro simpatizzante, Luca Rinaldi, circa l’utilizzo della bicicletta a Carmagnola.

“Tutti i giorni mi reco al lavoro percorrendo i miei 4 + 4 chilometri con quello stupendo mezzo di trasporto chiamato bicicletta, mezzo che nel nostro territorio pianeggiante è senz’altro vincente per gli spostamenti brevi.
Viaggiando in bicicletta si ha l’opportunità di incontrare le persone, di salutarle di farci due chiacchere, quindi di socializzare.

Purtroppo però la situazione delle nostre “timide” piste ciclabili non ci permette di viaggiare con un minimo di sicurezza. Manca la segnaletica verticale, quella orizzontale risulta poco leggibile, gli attraversamenti ciclo pedonabili sono poco visibili.
Molte volte mi trovo a dover zigzagare sulla pista perché utilizzata come parcheggio o a dover evitare le sportellate degli automobilisti distratti.

Molti miei amici mi dicono, “noi andiamo in macchina perché è troppo pericoloso andare in bicicletta”, e questo è l’involuzione paradossale del fenomeno: servirebbero più bici per avere meno auto, e invece abbiamo meno bici proprio a causa delle troppe auto (condotte da automobilisti indisciplinati).
Quindi dobbiamo creare delle piste ciclabili vere, dove siano le auto a cederti il passo, dove i confini siano ben definiti, dove ci sia la segnaletica necessaria che permetta di non avere delle zone grigie.

Abbiamo un bel territorio intorno a noi e sarebbe davvero bello potersi spostare su delle piste ciclabili VERE; questo non dipende solo dai soldi ma dalla volontà politica e dall’attenzione con cui i tecnici fanno nuove urbanizzazioni e varianti.

Guardiamo la nuova area del Bennet, dove si segnalano le piste ciclabili sui marciapiedi per poi vederle sparire in prossimità delle rotonde, oppure nell’area Teksid, un’azienda che dà lavoro a più di mille dipendenti: anche qui, è scomparsa una vecchia pista ciclabile degli anni 2000 dopo le modifiche alla viabilità.

La chiave di volta sono sempre le infrastrutture, piste sicure vogliono dire più ciclisti, meno traffico e miglior qualità dell’aria; la politica ha il dovere di fare qualcosa, l’opinione pubblica ha il dovere di indirizzare la politica.

Cordiali saluti”

Luca Rinaldi